7 Maggio 2018

Inside the industry: verso la prossima rivoluzione tecnologica

La globalizzazione ha modificato le supply chain globali, che oggi spesso includono molti stakeholders, che operano da diverse parti del mondo, all’interno di un complesso network di relazioni incrociate. Per i manager e i decision maker che vogliono gestire in maniera sostenibile le operazioni logistiche, le sfide sono numerose, ma altrettanto numerose sono le opportunità introdotte dal costante sviluppo della tecnologia.

 

Come prima cosa, ogni anello della catena deve operare in modo sostenibile. Analisti e ricercatori di settore hanno constatato che vi sono diversi modi per rendere lo shipping e le operazioni terminalistiche più sostenibili; le ultime direttive dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) volte a ridurre del 50% le emissioni di gas serra entro il 2050, offrono finalmente un quadro normativo coerente con questo obiettivo (leggi la news). Tuttavia, le opportunità e le sfide non riguardano solo il comparto marittimo; la strada verso il successo prevede infatti un approccio “olistico” al problema, che coinvolga anche il trasporto terrestre e la supply chain nel suo insieme.

 

Platooning

Nell’ambito del trasporto su terra (e nello specifico il trasporto via gomma) sta guadagnando molta attenzione la pratica del “platooning”, un’applicazione particolare delle tecnologie di guida autonoma ai veicoli pesanti.”. Il sistema prevede la presenza di un veicolo leader, pilotato attivamente da un autista,  seguito a brevissima distanza da una serie di veicoli drone, che lo seguono in modo automatico. Questa soluzione permette una forte riduzione dei costi operativi e delle emissioni, migliorando al contempo l’efficienza delle operazioni di trasporto. La componente automatica inoltre permette di ridurre il margine di errore umano, con conseguenze positive sul numero di incidenti ed in termini di sicurezza del guidatore e degli altri utenti della strada.

 

Truck Platooning

Credits: EU Truck Platooning - Clicca sull'immagine per guardare il video

 

Tuttavia, la tecnologia va ancora ottimizzata, prima di poter essere applicata – il platooning infatti necessita di un sistema di mantenimento della rotta basato sul riconoscimento della segnaletica orizzontale di corsia, non ancora finalizzato. Il limite attuale del sistema emerge durante i cambi di corsia del convoglio, durante i quali è necessario che i conducenti dei convogli drone intervengano attivamente per seguire la rotta.

Infine, perché il platooning possa essere effettuato in modo sicuro ed efficiente, sono necessari nuovi quadri normativi ed assicurativi ad hoc ed un adattamento delle attuali infrastrutture stradali e autostradali.

 

L’automazione dell’ultimo miglio

Le ricerca e lo sviluppo mirato alla riduzione delle emissioni investe ancheil cosiddetto “ultimo miglio” – si parla ad esempio di autocarri a conduzione automatica (senza conducente) o di droni che possono essere utilizzati per effettuare consegne capillari.

Un’ ulteriore alternativa prevede l’utilizzo di rimorchi ibridi, dotati di assi elettrici “intelligenti” che recuperano l’energia in frenata, che altrimenti andrebbe totalmente dispersa. L’energia recuperata viene immagazzinata come riserva ausiliaria e riutilizzata all’occorrenza (ad esempio durante le tratte in salita). Il recupero dell’energia in frenata non è un metodo del tutto nuovo – ma è un sistema che non è ancora stato sperimentato su larga scala su autocarri e rimorchi.

 

Uber trucks

Alcune delle innovazioni nate nel mondo del trasporto passeggeri, possono funzionare anche nell’ambito del trasporto merci; questo è il principio che sta alla base di “Uber trucks”, progetto nato con l’obiettivo di mettere in collegamento i soggetti che possiedono un carico da spostare, e gli operatori che hanno capacità di carico in eccesso. Qui Uber si spinge oltre al concetto di taxi – in Arizona sta addirittura testando nuovi camion con sistemi di pilota automatico, utilizzando un concetto di “transfer hub” in cui il veicolo opera da solo lungo la tratta autostradale, ed il conducente interviene solamente negli ultimi chilometri.

 

LNG as an alternative fuel

Il GNL, utilizzato come carburante per camion impiegati nelle spedizioni, può andare a ridurre in modo significativo i costi di alimentazione, le emissioni di zolfo, di particolato e di ossido d’azoto, tagliando notevolmente le emissioni di gas serra rispetto al carburante diesel.  Tuttavia, l’utilizzo del GNL come carburante è una soluzione che presenta alcune criticità (leggi la news).

 

LNG Trucks

Stazione di rifornimento e truck LNG

 

I motori a GNL sono più silenziosi rispetto ai tradizionali motori diesel, il che significa che i veicoli che operano a GNL possono essere utilizzati lungo tratte dove sono in vigore limiti per le emissioni sonore – come spesso accade nelle zone residenziali. Anche se la discussione sulle emissioni è una questione aperta, il GNL permeterebbe forti riduzioni nelle emissioni sonore, un fattore sicuramente positivo per la società nel complesso. L’Italia ha recentemente approvato una serie di iniziative legislative mirate ad incentivare la diffusione di GNL come carburante alternative per veicoli industriali. Con l’inaugurazione della 20° stazione di rifornimento di GNL sul territorio italiano e anche grazie all’impegno del produttore italiano IVECO, sembra che il trend in questa direzione si stia consolidando sempre di più.

 

Trasporto su rotaia

Quando si parla del trasporto su rotaia, la concorrenza su gomma e via aria, viene sbaragliatain termini di sostenibilità; nel corso dell’ultimo quarto di secolo, l’efficienza energetica del trasporto su rotaia è migliorata ulteriormente, riducendo in modo significativo le emissioni di gas serra.

Tuttavia, l’Associazione Nazionale delle Ferrovie (UIC – International Union of Railways), ha varato un’iniziativa che coinvolge diversi stakeholder, nell’ambito del trasporto sostenibile e ad emissioni ridotte, proponendo una sfida al settore in vista della “green growth agenda” avente come orizzonte il 2030 e il 2050.

La sfida impone obiettivi ambiziosi, ma raggiungibili, per quanto riguarda l’efficienza energetica nel settore ferroviario, la riduzione delle emissioni di gas serra ed un bilanciamento più sostenibile tra le diverse modalità di trasporto. L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni di CO2 dei treni del 50% entro il 2030, e del 75% entro il 2050.

 

Locomotiva rosa Oceanogate Italia a La Spezia

 

Gli obiettivi verranno raggiunti migliorando le componenti tecniche dei convogli e implementando una strategia di gestione più efficiente, in modo da de-carbonizzare il processo di alimentazione (riducendo quindi la dipendenza dai combustibili fossili), migliorando le procedure di sicurezza, e ottimizzando l’uso delle infrastrutture e del materiale rotabile. Saranno inoltre necessari ulteriori investimenti per sviluppare nuove infrastrutture ferroviarie e moderni sistemi di reporting e monitoraggio continuo delle performance.

 

Blockchain

Il collegamento tra la sostenibilità e le nuove tecnologie è ben visibile quando si parla di blockchain. Una blockchain è composta da un insieme di registri ridondanti che tracciano singole operazioni. Le operazioni sono raccolte in blocchi e collegate tra loro, protette da un sistema crittografico. I blocchi possono essere inseriti da qualsiasi utente che ha accesso al registro, e quest’ultimo si aggiorna tenendo traccia dell’ultima transazione attraverso un puntatore che stampa nel blocco l’orario e dati della transazione effettuata.

Le blockchain funzionano attraverso un database condiviso e decentralizzato, e su ogni server (o “nodo”) sono presenti copie crittografate delle informazioni relative alle transazioni. Ogni nuova inserzione nel registro dovrà quindi essere validata da tutti i nodi del network, eliminando così la necessità di intermediari. La tecnologia blockchain ha una fortissima resistenza alla manomissione e alla falsificazione – le transazioni crittografate e registrate non possono essere modificate se non attraverso la ri-verifica di tutte le transazioni precedenti all’ultima, con la conseguente approvazione di tutti i nodi presenti nel network. Questo sistema offre vantaggi immensi in termini di sicurezza rispetto ai database classici centralizzati, e consente transazioni e operazioni commerciali sicure anche tra individui e operatori tra loro sconosciuti.

Il sistema della blockchain si sta dimostrando essere un’ottima soluzione per garantire trasparenza e sicurezza anche nell’ambito della supply chain, facilitando il flusso di dati e garantendo a fornitori e clienti la possibilità di tracciare i servizi che compongono  la supply chain. Inoltre, il meccanismo semplice ed automatizzato può facilmente essere applicato su larga scala, permettendo una gestione efficace di attività di certificazione, che riduca tempi e risorse necessari.

Diverse aziende high tech, insieme ai principali player della supply chain globale, , stanno già lavorando per implementare tecnologie e processi basati sulla block-chain nei software dedicati al supply chain management (SCM) ed in altri progetti pilota, lanciati nell’arco dello scorso anno. I risultati delle ultime ricerche rivelano inoltre che una quantità crescente di aziende del settore hanno intenzione di implementare soluzioni basate sulla tecnologia block-chain nell’arco dei prossimi cinque anni, creando una vera a propria cambio di paradigma nel settore.

Non esiste una soluzione unica, o un approccio standard alla  sostenibilità della supply chain, ma lo scambio di informazioni e le interconnessioni tra player nel mercato sono elementi chiave. Trasparenza e riduzione delle emissioni sono due ingredienti fondamentali per passare allo stadio successivo.

 

 

Questo articolo fa parte di CS WINdow, la newsletter del Gruppo Contship Italia, che offre analisi ed approfondimenti sul mondo della supply chain, con un focus sulla logistica intermodale europea:

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