18 Luglio 2018

Inside the industry: sul binario giusto

Il flusso di merci in import e in export per l’Italia è strettamente legato all’andamento economico. Il PIL italiano è cresciuto nel 2017 dell’ 1,5% rispetto al 2016, ed è in corso una lenta, ma costante ripresa che sta portando i valori vicini ai livelli pre-crisi del 2007.

 

L’ultimo studio effettuato da CONFETRA, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica (disponibile qui) mostra che l’Italia ha ancora un po’ di strada da fare per sviluppare pienamente un sistema logistico allo stato d’arte, che sia in grado di competere con i paesi confinanti e che possa sostenere un incremento del trasporto via ferrovia.

Dal 2014, l’economia della penisola registra trend positivi ed in rialzo, in linea con quelli che sono gli andamenti della maggior parte dei paesi UE. Una lista aggiornata dell’andamento del PIL dei paesi membri si può trovare qui.

In generale, i membri dell’Unione Europea sono usciti dalla crisi, quantomeno in modo parziale, intorno al 2011. Tuttavia, gli stati del Mediterraneo hanno registrato una performance al di sotto della media tra il 2011 e il 2013 – fenomeno che mostra che queste Economie sono in realtà più fragili di quelle dei restanti paesi UE. Al contempo il fenomeno mostra un grosso potenziale non ancora sfruttato – almeno finché non si presenteranno le condizioni per implementare e supportare un sistema logistico davvero efficiente.

 

Import ed export

Lo sviluppo nell’ambito del trasporto merci, registrato nel 2017, riflette un fenomeno più ampio di crescita. I volumi trasportati e la crescita economica hanno entrambi registrato un incremento del 5%, con l’esclusione del transhipment e del break-bulk. Per il 2018 i dati parziali indicano livelli stabili, se non in lieve crescita.

I volumi di import ed export sono in forte crescita già dal 2013 – l’Italia si è infatti trasformata in un paese esportatore negli ultimi anni, dopo decenni di bilanci commerciali in negativo. Attraverso una transizione lenta ma costante, il Paese ha raggiunto, nel 2012, un bilancio commerciale positivo.

Questo dimostra che oggi l’Italia è una nazione esportatrice – ed è quindi ancora più importante sostenere le capacità di esportare beni attraverso un sistema logistico di prima classe, che possa competere con quello degli altri paesi, su scala globale, dentro e fuori l’UE.

 

Clicca qui per sapere di più sul valore del surplus commerciale (in mld di Euro)

 

Tuttavia, ad oggi, le modalità di trasporto più utilizzate da produttori, importatoti ed esportatori, rimangono quelle su gomma o per via aerea. Il trasporto su gomma in entrata ed in uscita dai confini nazionali, è aumentato dal 5 al 10% dal 2016 al 2017.

I volumi trasportati per via aerea sono ben sopra i livelli pre-crisi, mentre il trasporto su rotaia e su gomma sta raggiungendo i livelli del 2007. Tuttavia, il trasporto via ferrovia deve crescere ancora per raggiungere i livelli degli altri Stati membri – nonostante siano già in costante crescita dal 2013.

Per sostenere un passaggio da gomma a rotaia tuttavia sono necessari incentivi specifici e agevolazioni fiscali, che ad oggi sono accessibili a chi trasporta su gomma, ma non a chi offre servizi di trasporto misto gomma e rotaia.  L’Italia ha introdotto un nuovo programma che va a sostenere e supportare il trasporto su rotaia – la cosiddetta “cura del ferro”, ma con un impatto ancora poco misurabile, a causa di pressioni esercitate dalle industrie concorrenti.

 

L’E-Commerce come opportunità per l’efficientamento dei sistemi di trasporto

Il boom dell’e-commerce potrebbe essere l’occasione giusta per costruire e organizzare in modo strategico il sistema logistico italiano. Il settore del commercio digitale in Italia, infatti, sta crescendo notevolmente, raggiungendo livelli simili a quelli degli altri stati membri. Il fenomeno tuttavia è un’arma a doppio taglio, in quanto ai vantaggi economici si affiancano rischi legato all’incremento della movimentazione delle merci da parte di operatori indipendenti.

Per supportare la crescita dell’economia Italiana, che fa ancora molta leva sulle attività di import ed export, è necessario un network logistico il più possibile capillarizzato ed esteso in modo strutturato.

La digitalizzazione, l’e-commerce ed il bisogno di operare in modo sostenibile sono solo alcuni dei fattori che stanno guidando il cambiamento delle supply chain mondiali. È un’occasione da non perdere; l’Italia ha la possibilità di cavalcare l’onda dello sviluppo facendo leva proprio sull’intermodalità. Alcuni operatori si stanno già attrezzando sotto questo punto di vista – il Gruppo Contship, ad esempio, ha recentemente raddoppiato i collegamenti con la Svizzera con i servizi diretti a Niederglatt e Frenkendorf. Per far fronte alla domanda crescente sono stati avviati cinque collegamenti a settimana verso Niederglatt, che affiancano i cinque esistenti verso Frenkendorf, in crescita già dal 2013.

La posizione geografica dell’Italia offre immense opportunità in termini di soluzioni di import/export competitive, sfruttando tra le altre opzioni quella della Southern Gateway, che può portare beneficio non solo alla penisola, ma anche alle regioni dell’Europa centrale. L’Italia sembra essere sul binario giusto, e l’intermodale è ciò su cui è necessario far leva per favorire uno sviluppo costante e sostenibile.

 

 

Questo articolo fa parte di CS WINdow, la newsletter del Gruppo Contship Italia, che offre analisi ed approfondimenti sul mondo della supply chain, con un focus sulla logistica intermodale europea:

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