20 Novembre 2018

Inside the Industry: Sempre più Cina in Europa

Gli investimenti diretti esteri della Cina in Europa continuano a crescere, mentre la risposta europea alla Belt and Road Initiative rimane frammentata. Le acquisizioni di asset strategici per la supply-chain europea portano nuove opportunità di sviluppo, ma anche nuove preoccupazioni per i policy-maker europei.

 

Negli ultimi dieci anni, le compagnie Cinesi hanno acquisito partecipazioni in 13 porti in Europa, in una serie di paesi che include Italia, Grecia, Spagna e, più recentemente, Belgio, secondo uno studio dell’OCSE – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. In totale, attraverso questi porti, passa circa il 10% dei container movimentati in Europa.

Queste acquisizioni fanno parte del progetto cinese “21st Century Maritime Silk Road”, conosciuto anche come Belt & Road Initiative, che mira a connettere il colosso asiatico con gli hub commerciali in Africa, Asia, Europa e Oceania.

La Cina è il primo partner commerciale dell’Unione Europea per quanto riguarda l’import, e il secondo mercato per l’export europeo, con numeri da record: gli scambi tra UE e Cina superano in valore il miliardo di dollari al giorno. Preponderante è il ruolo della modalità marittima, su quella ferroviaria e aerea.

Gli Stati Membri dell’Unione considerano da tempo la Cina un partner commerciale di riferimento, e sono impegnati a supportare gli scambi commerciali in entrambe le direzioni; Paesi come la Germania, la Francia ed il Regno Unito continuano ad investire in diversi settori dell’economia cinese, ma negli ultimi anni il rapporto tra investimenti in uscita e in entrata è cambiato, con un ruolo crescente degli investimenti cinesi su larga scala, diretti in Europa.

 

 

L’interesse della Cina per I progetti infrastrutturali l’ha portata ad investire in maniera consistente nei porti Europei, ed il focus principale di questi investimenti ha riguardato i porti del Sud Europa, più che quelli del Northern Range.

COSCO, con la quarta flotta al mondo per dimensione, guida la carica in Europa, partendo dal Pireo.

Nel 2016, dopo anni di investimenti mirati, la compagnia ha acquisito una quota di maggioranza della Piraeus Port Authority, attraverso un accordo di concessione che si estenderà almeno fino al 2052. La compagnia cinese gestirà il container terminal, il molo crociere e i traghetti.

In Italia, i capitali cinesi hanno acquisito una partecipazione nel terminal di Vado, attraverso APM, e l’interesse cinese per ulteriori investimenti in Italia sembra crescere.

I fondi cinesi hanno partecipazioni in aziende come Pirelli (pneumatici) e CIFA (veicoli, macchinari e impianti industriali), ma anche Eni, Enel e l’agenzia italiana per l’energia CDP Reti (che vede una partecipazione al 35% della cinese China State Grid). Partecipazioni cinesi anche per FCA (automotive), Ferretti (yatch), Telecom Italia e Ferragamo, solo per citare alcuni dei brand più famosi: oltre a questi, gli investitori cinesi hanno rilevato o acquisito quote in centinaia di aziende di piccole e medie dimensioni.

Il Governo italiano ha recentemente nominato il professore di finanza Michele Geraci come sottosegretario allo sviluppo economico; Geraci ha maturato una rilevante esperienza professionale e accademica in Cina, ed è un sostenitore degli investimenti cinesi, al punto di aver suggerito per l’Italia un ruolo di “amica della Cina nel Mediterraneo”. Tra le tante iniziative, quella di collaborare con la Cina per sviluppare progetti per il pagamento elettronico attraverso il servizio Tencent WeChat, e joint ventures in Africa.

L’unione Europea sta attualmente lavorando ad un framework per la valutazione degli investimenti diretti esteri (FDI). I porti rappresentano una delle pietre angolari dell’infrastruttura commerciale europea, con il 70% delle merci che attraversano i confini dell’Unione via mare.

Da tempo la Cina guarda alle regioni a Sud e ad Est dell’Europa come strategiche, e sta iniziando a integrare i vari progetti di investimento in terminal portuali effettuati in queste aree, con il resto dei projetti della Belt and Road Initiative. Oltre all’investimento diretto nel porto greco del Pireo, la Cina prevede di sviluppare un network di collegamenti ferroviari tra di esso, l’area Ovest dei Balcani, ed il Nord Europa.

 

 

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