20 Novembre 2018

Inside the Industry: Europa - gli investimenti privati guidano lo sviluppo infrastrutturale.

Il messaggio lanciato dalla Banca Europea per gli Investimenti ai governi degli Stati Membri è chiaro: è fondamentale, per mantenere la competitività dell’Unione e per favorire lo sviluppo economico europeo a lungo termine, dare priorità agli investimenti nell’ambito delle infrastrutture.

 

Nell’ultimo decennio - quello che va dalla crisi globale del 2008 ad oggi - gli investimenti pubblici necessari a supportare il recupero economico non sono cessati, ma la quota dedicata allo sviluppo delle infrastrutture non è ancora sufficiente a garantirne un potenziamento efficiente, in parte anche a causa di una diminuzione della spesa pubblica registrata nell’arco del decennio. Secondo quanto riportato nel report 2017/18 della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) (disponibile qui), le strade, le ferrovie ed i ponti Europei soffrono di una forte mancanza di “attenzione” strategica. La spesa pubblica nelle infrastrutture e nei trasporti ha raggiunto i livelli più bassi degli ultimi 20 anni – ammonta solamente all’1,8% del PIL Europeo, contro il 2,2% del 2009. La percezione generale, rafforzata da alcuni eventi imprevisti, che hanno fatto emergere diverse criticità infrastrutturali nel corso dell’ultimo anno, è che l’Europa non stia effettuando le attività di modernizzazione e manutenzione delle infrastrutture necessarie a catalizzare gli sviluppi demografici e tecnologici che si stanno manifestando nelle economie Europee.

La BEI riporta che gli investimenti pubblici nelle infrastrutture si sono ridotti significativamente in quei Paesi che già riportavano grossi gap qualitativi, fenomeno che rallenta ulteriormente la possibilità di convergere verso un sistema infrastrutturale Europeo integrato. In particolare, i comuni e le diverse entità governative subnazionali, che cubano circa il 50% della spesa in infrastrutture, si trovano spesso ostacolate da vincoli fiscali, mancanze di forza lavoro qualificata ed inadeguate competenze amministrative – elementi che creano forti barriere allo sviluppo e agli investimenti. La resistenza pubblica nello sviluppare nuovi progetti infrastrutturali gioca un ruolo ancora più rilevante nel rallentamento dei sistemi di collegamento, si pensi ad esempio alle complicazioni legali ed ai numerosi ritardi nella costruzione di nuove piste e terminal hub negli aeroporti di Heathrow e Monaco, o le cause sollevate dai pescatori costieri per bloccare i dragaggi del fiume Elba nel Porto di Amburgo.

 

Investimenti privati: il motore della crescita

Qual è quindi la chiave per lo sviluppo? Negli ultimi anni, gli investimenti nelle infrastrutture private hanno registrato un forte aumento, e fungono da motore per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto che attraversano l’Europa.

Nonostante l’Italia abbia una performance media più elevata degli altri paesi UE per quanto riguarda la puntualità nella gestione dei carichi ed in termini di tempi di completamento del network stradale e ferroviario della TEN-T, il ranking delle infrastrutture di trasporto è più basso rispetto alla media Europea (fonte: EU Transport Scoreboard). La Commissione Europea sottolinea infatti che è necessario uno sviluppo ben più strutturato affinché il Paese possa raggiungere il livello degli altri Stati Membri, soprattutto per quanto riguarda i collegamenti ferroviari ad alta-velocità.

 

Fonte:https://ec.europa.eu/transport/facts-fundings/scoreboard/countries/italy/investments-infrastructure_en October 2018

 

In molti casi, sono proprio gli investimenti privati a coprire i gap infrastrutturali, soprattutto nel settore dei trasporti. Per stare al passo con lo sviluppo e la crescita e per garantire uno sviluppo a lungo termine, il Gruppo Contship ha già avviato due grandi progetti infrastrutturali in Italia. Il primo, caratterizzato da un investimento di circa €14 milioni, è dedicato ad un’opera di modernizzazione del porto transhipment di Gioia Tauro, in Calabria. Il secondo progetto riguarda un investimento di circa 200 milioni di Euro al terminal di La Spezia, il terminal container Ligure che fa delle connessioni intermodali uno dei suoi punti di forza. In aggiunta, Contship offre ora collegamenti giornalieri diretti, da Gioia Tauro all’hub logistico di Melzo, a Milano, che permette alle merci nel Sud della penisola di accedere alle diverse località del Paese e di raggiungere i mercati di sbocco nel Sud Europa.

A La Spezia, porto gateway che serve diversi mercati globali, Contship offre già un livello di connessioni ferroviari tre volte superiori alla media degli altri porti Italiani – circa 200 treni a settimana. Inoltre, il terminal ha una delle infrastrutture intermodali più moderne in Italia; la sua capacità di movimentazione è di oltre 1,4 milioni di TEU/anno, e la quota di volumi spostati su rotaia ammonta a circa il 30% del totale movimentato. Una volta portati a termine i progetti, la capacità del terminal si innalzerà a circa 2 milioni di TEU all’anno, con uno split modale di circa il 50%, con la possibilità di gestire circa 7000 treni all’anno.

 

I prossimi passi

Mentre l’Europa prosegue nel recupero economico post-crisi, Contship Italia continua a fornire il proprio contributo, investendo nelle infrastrutture terminalistiche. I progetti di modernizzazione e di espansione, inclusi quelli avviati a Gioia Tauro e La Spezia, assicureranno che i due hub, ed i relativi sistemi logistici rimangano competitivi a livello globale – con infrastrutture e network di primo livello, pronte a sfruttare i vantaggi e le opportunità di crescita legati all’opzione Southern Gateway.

 

 

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